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25 anni fa il martirio di suor Maria Laura Mainetti

«Dobbiamo guardare alla beata Maria Laura Mainetti come a una testimone di vita». Ad affermarlo è l’arciprete di Chiavenna, monsignor Andrea Caelli. Suor Maria Laura «è un modello per i giovani, ma soprattutto per gli adulti. È un esempio per i processi educativi: nell’ascolto, nella prossimità, nell’incontro, nella fiducia da dare ai giovani. Pensiamo alla sua capacità di “stare accanto”, senza giudicare. I giovani oggi hanno bisogno di adulti capaci di maternità e paternità. Un altro aspetto presente in lei è la capacità di dare fiducia, responsabilità. Penso che la beata Maria Laura continui a parlare ai giovani proprio per lo stile e le modalità con cui è stata in mezzo a loro».

«Era veramente una donna di Dio… Posso dire di aver imparato a conoscere a fondo suor Maria Laura solo dopo la sua morte e ho avuto la conferma di quanto fosse una persona straordinaria». È il ricordo commosso di suor Beniamina Mariani, che della beata Mainetti è stata amica fin dai tempi della formazione. È stata suor Beniamina a raccogliere gli scritti della suora, tradotti e diffusi in tutto il mondo. «Suor Maria Laura – aggiunge suor Beniamina – cominciava ogni giornata davanti al Santissimo, in silenzio, un’ora in preghiera. Sulla porta della chiesa c’era scritto: “Entra per pregare, esci per amare”. Se penso alle giornate vissute con lei, erano piene di attenzioni per tante persone, ma i giovani erano sempre al centro. I giovani sono spesso i meno compresi, quelli più in difficoltà. Hanno bisogno di verità, di attenzione. Suor Maria Laura li aveva capiti. E aveva capito che dovevano essere al centro della sua missione».